Esistono anche altre categorie di software come il software protetto da copyleft che è un software libero coperto da una licenza tale che oltre a garantire il diritto d’autore, allo stesso tempo garantisce anche il fatto che il software stesso e le sue eventuali derivazioni rimangano libere: il copyleft non rende possibile aggiungere delle restrizioni alla licenza che deve comunque seguire il software anche nelle sue derivazioni. Un esempio di licenza di questo tipo è la GNU GPL (v. sez. A.5).
Un caso particolare è il software di dominio pubblico. Per esso infatti non è definito un detentore dei diritti di autore e quindi si tratta sì di software libero, poiché non è di nessuno e quindi non esiste nemmeno una licenza che vincola l’utilizzo dello stesso, ma chiunque può farne quello che vuole, compreso il fatto di appropriarsi dei diritti.
Il software proprietario è tutto il software che viene distribuito generalmente dietro pagamento e senza il codice sorgente, con una licenza tale impedisce la copia, modifica e distribuzione dello stesso. A questa categoria appartiene la maggior parte del software ad oggi in commercio.
Esiste poi il software freeware che viene inteso generalmente come software gratuito ma del quale non viene fornito il codice sorgente e pertanto sebbene non venga limitata di fatto la copia, modifica e la distribuibilità dello stesso, non si ha la libertà di poterlo modificare.
Il software shareware è generalmente riferito a software proprietario (distribuito senza codice sorgente) che è possibile copiare e distribuire, e per il quale viene richiesto il pagamento di una certa quantità di denaro dopo un certo “periodo di prova”.
La fig. A.1 riporta le relazioni fra le varie categorie di software elencate.